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Utente: morosetup
Nome: Morosita
Una persona che in un momento di riflessione ha deciso di fermarsi, solo apparentemente, per riordinarsi i pensieri e metterne in cantiere degli altri. E ogni sera questi pensieri li pettina. Grazie al blog, magari, avrà l'aiuto di qualche spazzola in più per farlo.

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venerdì, 01 agosto 2008

AVVISO: Morosita si è trasferita qui www.morosita.it

 Oggi è il blogcompleanno sicché Morosita sta traslocando da Morosita,

con ancora piccole cose da mettere a punto, ma vi aspetta lì con sincero affetto e gratitudine per tutti i quasi 60.000 che mi hanno letto e per chi continua a farlo e, in un modo o nell'altro, mi è vicino e mi stima.

P.S. Per chi mi crede uomo (sito di Grazia e un tempo Macchianera e qualche altra persona che non dirò) e tante altre belle cose, rispondo che, purtroppo per loro, anzi per lui, sono donna, 35 enne, mora, terrona, amante del mare, della scrittura, dei cani e del caffé, con due, tre lavori lussuosamente precari, nel senso "se mi va di lusso" e, con ogni buona probabilità, allegra e carina.

Ora, ringraziate che non vi ho detto solare e a rivederci lì.


postato da: morosetup alle ore 20:13 | link |
categorie:
martedì, 29 luglio 2008

Le bugie dei media

Anche se QUELLO LI',
dice il contrario, io vi garantisco che LA MUNNEZZA è RIMASTA DOVE STAVA (ECCEZION FATTA PER I LUOGHI SIMBOLO DELLA CITTA').
All'uopo vi consiglio un giro in provincia mascherina-muniti.


postato da: morosetup alle ore 10:44 | link |
categorie: figure di merda, lettere dal quotidiano
lunedì, 28 luglio 2008

Sondaggio da quattro soldi che al confronto le parole crociate sono Lettere Copernicane.


E tu? In quale epoca avresti voluto vivere  e perché?
(e tutto questo sempre perché voi valete....schiaffatevelo in testa, miei cari).


postato da: morosetup alle ore 17:11 | link |
categorie: pensieri semiseri anziché non, strazievole
domenica, 27 luglio 2008

La ragazza dei sogni no more..

Queste storie ti danno un pò di respiro, ti catapultano in "Cenerentola" o "Serendipity" mentre invece sei solo davanti a Internet a leggere la notizia e a prendere atto che dopo Al Bano e Romina finisce tutto.


[In sintesi]
Ritrova la ragazza dei sogni conosciuta in metro a New York grazie ad una serie di annunci e ad un blog creato appositamente per questo scopo, ma dopo un pò i due -ahimé- si lasciano.
E noi qui a fantasticare parti plurigemellari che manco Angelina Jolie o la Sig. ra Giannini (per chi se la ricorda).

Questo il blog
 http://www.nygirlofmydreams.com/


sabato, 26 luglio 2008

E Barbie diventò puttana..a quando a "Uomini e donne"?

Barbie diventa provocante

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"Barbie

è uno dei giocattoli più venduti al mondo nonchè oggetto di culto e icona testimone di storia del costume, tanto è vero che ha sempre aggiornato il proprio look in base alle tendenze del momento. L'ultimo prototipo di Mattel, tuttavia, ha suscitato un vespaio di polemiche ancor prima del lancio sul mercato, previsto per autunno".

da Virgilio.it
26/07/2008


postato da: morosetup alle ore 10:49 | link |
categorie: infanzia, de gustibus, donna nuda, lettere dal quotidiano
venerdì, 25 luglio 2008

Maledetti professori

Va detto che da qualche tempo io credo alla telepatia.
Va detto che stamattina, non so come, mi sono addentrata in una spiegazione circa le classi sociali che esistevano nel '700 e quando ho tentato di dare un ruolo, una qualche attribuzione sociale e morale circa la figura dell'insegnante, mi sono ritrovata una 30ina di occhi (contando i bulbi a coppia) piantati sul mio naso come a dire: "Toh, voglio proprio vedere che cavolo dici sulla figura di 'sti poveri illusi e morti di fame".
Ho sentito questa frase non detta penetrare il cervello tant'è che le mie stesse labbra(abbinate ai neuroni)hanno avuto esitazione nel trovare una definizione ed una CREDIBILITA', perché è questo, in fondo che si tratta.
Dopo manco un quarto d'ora il discorso è scivolato su Briatore e Briatorina, su Costantino e Corona, decantando sostanzialmente il loro talento a far soldi, illeciti e/o non. Del maledetto col parrucchino "toglimunnezza finto", grazie a Dio, non se n'è parlato ché avrei imbracciato un bazooka.
Poi si è parlato di stregoneria e poiché da quando avevo 3 anni io ragiono per immagini (che, se ardite, non riferisco) mi è venuta in mente la tizia ossigenata che sponsorizza porcherie con personaggi da Gabinetto delle Meraviglie sulle reti naniche. Poi ho pensato che forse anche il fuoco si rifiuterebbe di bruciarla.

 Pochi minuti fa..per tornare alla telepatia, una cara amica mi inoltra questo. Questo che sostanzialmente avevo in mente stamattina, indecisa tra il trattenere una lacrima di frustrazione o tra il gridare:"massa di stronzi con i capelli tutti uguali come gli Australopithechi boisei, non meritate niente né di me né di quelli che ci credono e che combattono ogni giorno con la merda che vi propinano in continuazione e che diventano gli antagonisti di genitori fantasmi e ignoranti incantati dal fatto che sapete armeggiare con il telefonino e con una qualche tecnologia e che non vedono l'ora di portarvi nel villaggio vacanze con la macchina importante e non con quella Punto  grigiolina color cacca di piccione veneziano del preside della vostra scuola".
 

 "Maledetti professori " ( Ilvo Diamanti)

IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.
Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema - la suola pubblica - divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.

Si pensi all'invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti - anche se non unicamente - alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).
Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza - e scoraggia - i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l'insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" - dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all'università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all'insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D'altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E - si sa - gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

(Repubblica 25 luglio 2008
 

postato da: morosetup alle ore 16:45 | link |
categorie: pensieri seri, lettere dal quotidiano
mercoledì, 23 luglio 2008

A scuola di ciucci II parte (intervista esclusiviva con il rettiore del coleggio Bentivoglio, la scuoila ingiustia del Bossino!)

Lo sapevo... lo sapevo, il Rettore ha un accento nordico ma si chiama Caracciolo!! E' di Tcroppphhea. Scoperto il mistero.
La verità è che il ragazzo non si è fatto aiutare a scrivere la tesina dal padre perché è un tipetto serio e vuol farcela da sola, altrimenti sì che gliene avrebbe cantatE alla Commissione, altro che Inno e Inno!
I Padani sono superiori-'ncèuncazzodaffà- e questo ragazzino deve essere solo di esempio per quella massa di ignoranti che vanno al Nord a vendicarsi per un tozzo di pane e a insegnare Pirandello, Sciascia, Silone, quattro morti di fame sconosciuti che al confronto di Pulsatilla, Moccia e Morgan impallidirebbero!
Bravi, Bossi padre e figlio, fatevi valere perché VOI VALETE.

Di seguito Massimo Troisi dà lezioni di scopa e tabellina a Leonardo.
La Commissione consiglia studi di questo indirizzo.
(vedi post precedente).
 

 


postato da: morosetup alle ore 16:14 | link |
categorie: politica, personaggi, figure di merda, teatro dei buffi, strazievole
martedì, 22 luglio 2008

Ciucci di classe(??)

Consiglio al figlio di Bossi una scuola per tombolo e punto a croce o un corso di parole crociate facilitate.
Lì può farcela (sempre se raccomandato da bidelli leghisti).


sabato, 19 luglio 2008

Un capolavoro. E' vero, dopo Arancia Meccanica non mi aspettavo tanta perfezione.
E grandi interpreti tutti.

 


postato da: morosetup alle ore 13:35 | link |
categorie: buon gusto, lettere dal quotidiano
lunedì, 14 luglio 2008

Gira la ruota (degli esposti).

Ci sono stata stamattina e confesso che è rimasta come una delle cose più toccanti che abbia mai visto.
A parte l'origine del cognome Esposito, non sapevo molto altro.
 

"LA RUOTA degli "ESPOSTI"

All’esterno, al di sopra della ruota, vi era un puttino di marmo con la scritta: “O padre e madre che qui ne gettate / Alle vostre limosine siamo raccomandati”. il passaggio attraverso il muro, per mezzo del torno, trasformava i bambini in "figli della Madonna" “figli d’a Nunziata” o “esposti”.
La buca dell’Annunziata fu rimpicciolita da un palmo quadrato a tre quarti di palmo per limitarne l'ingresso ai soli neonati, ma accadeva che le madri cospargessero di olio i loro bimbi più grandi causando spesso lesioni interne e fratture agli arti.
Alcuni neonati venivano trovati con al collo un foglio di carta con il nome dei genitori, o qualche pezzo di oro o di argento. Tutto quello che indossavano qualsiasi segno particolare veniva annotato in un registro, ogni cosa che potesse servire, un giorno, al suo riconoscimento. Accadeva anche che la madre o il padre tornassero a riprendere il proprio figlio o che la madre si presentasse come balia riuscendo ad allattare il bambino ricevendone anche un compenso.
Le condizioni di vita per questi bimbi era pessima all'interno della Santa Casa, molti "esposti"morivano entro la prima settimana di permanenza, i più fortunati venivano affidati a balie esterne sotto compenso. O,per quelli ancora piu' fortunati,c'erano coppie senza figli che si recavano al brefotrofio per adottarne uno, dopo averne fatta regolare richiesta al Governatore dell’opera pia.
Tutti i bambini ricevevano il nome di battesimo dalla balia che li aveva in carico, il cognome era uguale per tutti: Esposito. Gioacchino Murat volle l’abolizione di tale usanza nel 1814 mentre la ruota venne definitivamente abolita nel 1875 ma il brefotrofio le sopravvisse per oltre un secolo.


postato da: morosetup alle ore 15:14 | link |
categorie: vita, memoria, infanzia, terra mia, lettere dal quotidiano